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Alla base della dottrina Buddhista vi sono le "quattro
nobili verità": tutto è dolore; esiste
una causa del dolore; il Nirvana
rappresenta la fine di ogni dolore; esiste una via che permettere
di raggiungere il Nirvana. Il cammino
che porta al raggiungimento del Nirvana
è costituito da otto rettitudini chiamate l'"ottuplice
sentiero": comprendere la dottrina nel suo vero
significato; pensare è decidere nel modo giusto; agire
correttamente; essere retti nel parlare; trovare un giusto modo
di sostenersi; essere retti anche negli sforzi; concentrarsi
e meditare correttamente. L'ottuplice
sentiero permette agli uomini di percorrere una via intermedia
tra il completo ascetismo del Buddha
e una vita consacrata unicamente alla ricerca del piacere.
Alla base delle tre rettitudini dell'agire, del parlare e del
sostenersi, vi sono cinque comandamenti:
non uccidere alcun essere vivente, non mentire, non rubare,
non commettere adulterio, evitare alcolici e droghe. Questi
cinque comandamenti assumono una particolare importanza nella
vita dei monaci Buddhisti, per
i quali si trasformano in cinque voti sui quali improntare la
loro esistenza: non violenza, sincerità, povertà,
castità e astinenza.
Il ruolo dei monaci è quello di essere un esempio per tutti i fedeli, questi ultimi devono trovare "rifugio" nel Buddha, nella legge (il Dharma) e nella comunità (Samgha) che sono i "tre gioielli" della dottrina Buddhista, ma non sono tenuti abbandonare i loro impegni terreni purchè partecipino e contribuiscano alla vita economica comunitaria.
I monaci assolvono il loro ruolo indicando
ai fedeli i comportamenti più indicati per seguire la
via della salvezza e per agire meritoriamente in vista della
loro prossima reincarnazione. I
monaci devono inoltre insegnare i fondamenti del Dharma,
spiegare ai fedeli che il dolore ha origine dalla "sete" ossia dalla bramosia dei piaceri terreni.
Le varie scuole Buddhiste divergono su alcuni punti fondamentali
della dottrina, come per esempio l'essenza del Nirvana.
Per tutte esso rappresenta la fine del dolore, ma secondo alcune
scuole, come per esempio quella Sarvastivadin,
esso è un'essere metafisico che libera gli uomini dai
mali terreni; per altre, come per la scuola Sautrantika,
il Nirvana non è un essere ma un "avvenimento";
secondo la scuola del Mahayana
(o "del Grande Veicolo")
il Nirvana rappresenta tutto l'esistente
ed è quindi presente in tutto e in tutti; al contrario,
per la scuola MadhyamiKa, o scuola
del "Sentiero Intermedio"
esso non è altro che il "nulla"
(un concetto ispirato dal "silenzio" del Buddha sulle questioni riguardanti
l'ultraterreno).
Poco dopo la morte di Siddharta Gaitama, l'interpretazione del concetto
di Nirvana causò uno scisma all'interno della comunità Buddhista.
Sorsero
quindi due grandi scuole: quella Mahayana, "la scuola del Grande Veicolo",
e quella Hinayana, o Theravada, "la scuola del Piccolo Veicolo". Per
la scuola Mahayana ogni uomo può diventare un Buddha e ricevere
l'illuminazione grazie ai Bodhisattva, cioè con l'aiuto di coloro che
ritardano la loro entrata nel Nirvana per accompagnare i fedeli nella giusta
strada per la salvezza. Per la scuola Theravada (in effetti il termine Hinayana
o "piccolo veicolo" fu un termine spregiativo attribuito a questa
scuola dai sostenitori della Mahayana),invece, ogni individuo può e deve
divenire un "uomo degno" del Nirvana(Arhat) grazie alla pratica della
virtù e senza l'aiuto di una guida.
Secondo la scuola del "Grande Veicolo", per il raggiungimento della
salvezza era importante sviluppare tecniche di meditazione utili a raggiungere
la purificazione dei pensieri.
Gli stessi obiettivi furono perseguiti dalla scuola Yogacara che unirono la
concentrazione degli esercizi Yoga alla meditazione Buddhista, da questa unione
derivò il concetto dello Alayavijnana per il quale la coscienza umana
in stato di meditazione è in grado di assorbire tutta la conoscienza
dell'universo, una volta assorbito tutto lo scibile si raggiunge la prajna (saggezza),
che permette all'individuo di scoprire la vera essenza dell'esistente.
Il Buddhismo tantrico, o Buddhismo del "Veicolo di diamante" o scuola
del Vajrayana (conosciuta anche come Mantrayana, o delle "forme rituali",
oppure come Tantrayana o "veicolo del libro"), nacque in India (intorno
al VII secolo d.C.) come la maggior parte delle altre scuole di pensiero buddhiste,
ma si diffuse in particolar modo in Cina e in Giappone. Essa creò una
forma di culto molto più orientata all'esoterismo rispetto alle altre,
infatti, nel Buddhismo Tantrico, la Buddhità viene vista come una condizione
a cui solo pochi iniziati guidati dai Bodhisattva possono accedere. Con il
Tantrismo il Buddha si trasformò in una vera è propria divinità
seduta sul trono degli dei, tra di essi vi sono anche alcune divinità
femminili, prima assenti nel culto Buddhista, come "la dea della perfetta
saggezza", chiamata anche Prajnaparamita.
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