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I caratteri cinesi e il Cinese Mandarino

Un'immagine è meglio di mille parole.
Proverbio cinese

Come per molti altri aspetti della cultura orientale trattati in questo sito, le origini storiche della scrittura cinese si confondono con le affascinanti leggende che antichi autori hanno saputo tramandare fino ai nostri giorni. Il mito attribuisce la creazione dei caratteri cinesi ad un uomo chiamato Cangiie.

Secondo una prima leggenda Cangiie vide una creatura divina il cui aspetto particolare somigliava a quello del dipinto di una scrittura. Imitando questa forma egli creò i primi esempi di caratteri cinesi. Gli spiriti dell'Aldilà, però, non accolsero favorevolmente questo fatto e mostrarono il loro sdegno ululando e gridando ogni notte, in segno di protesta per la perdita del divino segreto della scrittura.

Secondo un'altra leggenda, invece, Cangiie creò la scrittura imitando la forma delle orme di animali quadrupedi e di uccelli.
Se, come spesso accade, in tutte le leggende vi è un fondo di verità, allora potremmo pensare che Cangiie non sia stato soltanto un personaggio mitologico, probabilmente egli nacque in un periodo successivo a quello in cui vennero creati e si diffusero i caratteri cinesi. Cangiie, però, fu probabilmente il fautore di una standardizzazione della scrittura che ha portato i caratteri cinesi alla forma tuttora in uso.

Recentemente, a Yanghe, nella provincia di Shandong, sono state scoperte alcune tombe risalenti ad oltre 4500 anni fa (quindi appartenenti al periodo della Cultura Dawenkou). Tra i numerosi resti ritrovati in queste tombe, vi erano anche una dozzina di "zum", vasi in ceramica destinati a contenere il vino, effigiati con dei caratteri rappresentanti oggetti stilizzati. Si tratta probabilmente dei più antichi pittogrammi cinesi mai ritrovati, anche se, delle iscrizioni rilevate dagli archeologi in alcune conchiglie e nelle ossa di alcuni animali sacrificati durante cerimonie oracolari dissotterrate in altri siti, potrebbero anticipare la creazione della scrittura cinese di altri mille anni.

Oggi il Cinese Mandarino, lingua ufficiale della Repubblica Popolare Cinese dal 1956, non è soltanto la lingua più diffusa in Cina ma è anche una delle lingue più parlate nel mondo. I Cinesi chiamano questa lingua "Putonghua", letteralmente "lingua comune", noi invece la chiamiamo Cinese Mandarino dal Portoghese "mandar" che vuol dire "comandare", col termine "mandarini" i Portoghesi solevano infatti indicare gli amministratori pubblici cinesi.
Il Cinese Mandarino, viene parlato da circa il 70% della popolazione cinese, ma è molto diffuso anche in altri paesi come Taiwan, Singapore, Laos, Cambogia, Vietnam, Mongolia, Malesia e in alcune ex repubbliche sovietiche.

Il Cinese Mandarino viene scritto per mezzo di caratteri concepiti in modo molto diverso dalle parole e dalle frasi delle lingue Occidentali.
Nella maggior parte dei casi, i caratteri cinesi sono composti da due parti, una rappresentante il loro significato (detta radicale), ed un'altra rappresentante un suono o una pronuncia (fonetica). E' bene precisare che la parte dei caratteri cinesi che rappresenta un suono non corrisponde ad un fonema del nostro alfabeto (come ad esempio una vocale o una consonante), ma ad una sillaba. Per coloro che desiderano imparare a scrivere i caratteri cinesi, il sistema sillabico su cui sono basati costituisce un grosso ostacolo, dato che esso non segue uno schema rigido, ma è soggetto a numerose variazioni, ciò comporta quindi un problema particolarmente gravoso per il neofita: molto spesso lo stesso simbolo può rappresentare suoni differenti, e suoni differenti possono essere rappresentati nello stesso modo.

Esistono poi caratteri che devono la loro origine all'unione di altri caratteri (due o più), dall'associazione di essi si deve quindi ricavare il significato del carattere in questione.

E' opinione comune che i caratteri cinesi siano nient'altro che dei disegni o delle stilizzazioni, in realtà, solo una minima parte di essi (non più di 400) costituisce una rappresentazione grafica del loro significato (pittogramma), solo una minima parte dei caratteri cinesi è quindi da considerarsi come un "disegno" che ritrae l'oggetto del loro significato. Oltretutto, i caratteri cinesi esistono da circa 5000 anni, e la loro forma è mutata nel tempo in modo sostanziale, tanto che oggi come oggi solo pochi caratteri permettono di astrarre il loro significato grazie alla semplice osservazione.
I caratteri cinesi (circa 60000), non costituiscono quindi un alfabeto, ma è comunque possibile trascrivere (translitterare) il suono dei caratteri cinesi utilizzando il nostro alfabeto costituito da lettere latine (romanizzazione). La più nota translitterazione dei caratteri cinesi in lettere latine è il Pinyin, che è anche il sistema di trascrizione ufficiale della Cina Contemporanea.

Alla base del sistema linguistico più diffuso in Cina e di molti dei suoi dialetti, vi sono circa 400 suoni monosillabici, ciascuno di essi può essere pronunciato con una diversa intonazione di voce, in modo da attribuire diversi significati ad una stessa parola. Nella translitterazione Pinyin le intonazioni vengono fatte corrispondere a degli accenti: al tono ascendente corrisponderà quindi un accento acuto, ad un tono discendente corrisponderà un accento circonflesso, ad un tono piano corrisponderà un accento lungo, ed in fine, ad un tono tronco corrisponderà un accento grave. Le differenti intonazioni, però, non sono sempre sufficienti per comprendere i diversi significati tra le varie parole. Vi sono infatti numerosi termini che pur avendo significati diversi sono composti dagli stessi monosillabi e presentano la stessa intonazione. I monosillabi sono comunque utilizzati, nella maggior parte dei casi, in associazioni polisillabiche che rendono più semplice la loro comprensione, è infatti molto più semplice capire un termine inserito in un contesto che un monosillabo isolato.

I monosillabi e i toni contribuiscono a rendere ostico l'apprendimento del cinese parlato e scritto, alle difficoltà già citate, va aggiunto il fatto che i polisillabi (parole ottenute grazie all'unione di più monosillabi), hanno spesso un significato molto differente da quello che intuitivamente si sarebbe portati a ricavare associando i significati dei monosillabi che li compongono.

Ad onor del vero, è comunque importante sottolineare il fatto che ben pochi Cinesi (probabilmente nessuno) conoscono tutti i caratteri del "Putonghua": generalmente un Cinese di cultura superiore spesso conosce non più di 10000 caratteri, mentre la conoscenza di almeno 500 caratteri è considerata sufficiente per il superamento della soglia di analfabetismo. I caratteri cinesi devono essere scritti, o per meglio dire disegnati, secondo due regole ben precise che devono essere rispettate nel modo più rigoroso possibile.

La prima regola impone che gli ideogrammi vengano disegnati dall'alto verso il basso.

Vediamo per esempio l'ideogramma raffigurante il numero 2:
Si disegna prima la linea posta più in alto
Poi si inserisce la linea posta in basso

La seconda regola stabilisce che gli ideogrammi vengano disegnati da sinistra verso destra. Prendiamo per esempio l'ideogramma raffigurante il numero 100 milioni:

Si disegna la prima linea in alto a sinistra
Si disegna poi la prima linea verticale a sinistra
Si aggiunge la prima linea orizzontale in alto
Infine si completa l'ideogramma


Naturalmente, anche per le due regole appena esposte esistono alcune deroghe. Potrebbe per esempio capitarci di dover disegnare un ideogramma che ha la sua parte più alta disposta a destra, vi sono poi parecchi ideogrammii composti da numerose linee e forme geometriche. Nella sezione links troverete alcuni siti che spiegano in modo molto esauriente i vari sistemi di composizione dei diversi caratteri cinesi.

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