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Judo

Il judo è un'antica arte marziale giapponese nata da un'evoluzione del ju-juitsu. Il termine judo deriva dai vocaboli ju - tradotto come "flessibilità" - e do inteso come arte.

Il judo è considerato un'arte non violenta perché, a differenza della maggior parte delle arti marziali, non prevede l'uso di calci o pugni durante il combattimento.

Il judoka combatte usando tecniche di proiezione dell'avversario a terra, di immobilizzazione e leve articolari. Gli atleti nel corso degli allenamenti devono sviluppare una buona capacità di compiere le tecniche base del judo ma anche un buon equilibrio poiché è proprio nei momenti di poca stabilità che l'avversario si trova nella condizione migliore per atterrare l'avversario.

Judo

Gli incontri si svolgono tra due atleti e hanno una durata di 3-5 minuti al termine dei quali vince chi ha raggiunto il maggior numero di punti. Un altro principio molto importante del judo è quello di saper trasformare la forza derivata dall'attacco dell'avversario.

Un judoka deve sapere attendere l'attacco dell'altro concorrente e servendosi della sua spinta deve riuscire ad atterrarlo. Dal 1964 il judo è presente, per le gare maschili, ai giochi Olimpici mentre per le gare femminili si è dovuto attendere fino al 1992.

La tecnica
Nel judo esistono due tipi di saluto: lo za-rei (quello cerimoniale) e lo ritsu-rei.

La posizione difensiva, che presenta tre varianti a seconda della posizione dei piedi su una immaginaria riga, viene detta jigo-hontai. Le cadute (ukemi) possono essere di vario tipo (ad esempio laterale o all'indietro) e richiedono un approfondito studio perché solo padroneggiandole bene si evita di farsi male.

Quasi tutte le prese sono valide. Solo in alcuni casi il judoka deve evitare di afferrare il judogi (divisa di chi pratica judo) dell'avversario per evitare incidenti.

Elisa

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