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La Katana

Questa sezione di Scuolainteriore.it è dedicata alla Katana, la famosa spada giapponese nota per essere stata l'arma prediletta dei Samurai.
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Per maggiori informazioni riguardanti la Katana, consigliamo di visitare la sezione dedicata ai samurai di questo sito, ed in particolare lo spazio dedicato alla loro spada.
In questa sezione troverete inoltre una raccolta di link utili con i quali potrete approfondire le vostre conoscenze su vari aspetti riguardanti la Katana.

Cos’e la Katana?

La KatanaLa katana è una spada di origine giapponese caratterizzata da una lama curva appuntita di lunghezza variabile affilata in un solo lato. L’elsa della Katana viene chiamata Tsuka mentre il suo fodero prende il nome di Saya.
La fama di quest’arma ha fatto sì che con il termine Katana venissero indicate genericamente tutte le spade provenienti dal Sol Levante, tanto da divenire un’usanza consolidata anche in Giappone.
In verità non tutte le spade giapponesi sono delle Katane, questo temine è corretto soltanto quando ci si riferisce a quelle utilizzate dai guerrieri nobili, i Samurai.

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Come veniva utilizzata la Katana?

La KatanaIn battaglia, i guerrieri giapponesi sfruttavano in particolar modo il taglio della loro spada con il quale cercavano di infliggere all’avversario ferite mortali; più raramente si cercava di colpire i soldati nemici utilizzando la punta della Katana.
Molto spesso le Katane erano lunghe e pesanti, quindi risultava più comodo impugnarle utilizzando entrambe le mani; erano armi molto ben concepite e bilanciate, dunque la lunghezza dell’elsa (chiamata Tsuka dai Giapponesi) variava a seconda del peso e della forma della lama.

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Quali erano le Katane utilizzate dai Samurai?

La KatanaNon di rado i Samurai utilizzavano contemporaneamente due spade: una lunga, il Tachi che dopo il 1600 d. C. avrebbe assunto il nome di Katana e, una più corta, chiamata Tanto o Wakizashi; quest’ultima ha assunto una particolare fama anche presso noi Occidentali, infatti è con essa che veniva praticata la parte culminante del Seppuku (suicidio rituale dei Samurai) nota come Hara-Kiri (letteralmente significa "taglio del ventre" dalle parole giapponesi "Hara", ventre, e "Kiri", taglio).
I Samurai chiamavano la loro dotazione di spade formata da Katana e Wakizashi con il nome di Daisho, e non le lasciavano penzolare dalla cintura come i nostri soldati ma le sistemavano in modo che il taglio fosse rivolto verso terra.

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Quando e come si è diffusa la Katana in Giappone?

La KatanaLe prime spade con lame costruite in ferro si diffusero nel territorio giapponese durante gli ultimi anni del 300 d.C.; ma soltanto verso il 1400, periodo in cui i nipponici erano sotto il governo del clan Muromachi, furono forgiate spade simili a quelle che ancora oggi vengono chiamate Katane.
Tra i XVI e il XVII secolo vi furono enormi progressi nelle tecniche di forgiatura e rifinitura, questo elemento influì positivamente sulla diffusione di Katane sempre più belle e micidiali.
Con l’ascesa al potere dei Tokugawa, che regnarono ininterrottamente sul Giappone tra il 1573 e il 1868, il periodo d’oro dei Samurai coincise con quello migliore nella produzione delle Katane; in questi anni, inoltre, la Katana divenne un’arma d’utilizzo esclusivo dei Samurai, nessun’altro poteva possederne una. Con la fine dei Samurai, la Katana scomparì inesorabilmente dai campi di battaglia; un editto imperiale emesso durante l’impero dei Meiji, che dominarono il Giappone dalla caduta dei Tokugawa al 1912, vietò a chiunque di portare pubblicamente quest’arma.

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Come veniva realizzata una Katana?

La KatanaI procedimenti per la realizzazione delle Katane potevano variare da fabbro a fabbro, ognuno utilizzava tecniche particolari che spesso cercava di mantenere segrete anche per coloro che lavoravano nelle proprie botteghe artigiane.
In ogni caso vi erano materiali e fasi di lavorazione comuni per tutte le Katane; le lame erano in ferro/acciaio, il metallo veniva scelto sulla base della percentuale di carbonio contenuta in esso, questo era infatti l’elemento che consentiva di ottenere lavorati flessibili e resistenti nello stesso tempo.
Le katane venivano ricavate da un unico blocco di metallo, chiamato Tamahagane, che subiva vari processi di riscaldamento e piegatura. Una volta piegato il ferro veniva martellato e successivamente ripiegato fino a giungere ad un totale di oltre 30.000 strati.
A questo punto si allungava la lama a seconda delle esigenze e delle richieste e, si modellava il metallo in modo da ottenere la classica forma curva. Il filo e la punta venivano realizzati per ultimi; per ottenere un buon taglio, la lama doveva essere riscaldata e raffreddata in acqua numerose volte. Giunti alla fase della finitura, la spada veniva abrasa e resa lucida con pietre e barre in acciaio.

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