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Medicine naturali alternative. Virtù delle erbe e delle piante medicinali

Amici di Scuolainteriore.it sono il M° Deiana e da oltre 20 anni ho scelto di limitare al minimo l'uso di medicinali convenzionali, aiutandomi con la prevenzione, un equilibrato stile di vita e l'uso di erbe. Scoprire e utilizzare le virtù curative delle erbe e delle piante, è un metodo antichissimo, economico, e generalmente non ha controindicazioni; ovviamente bisogna utilizzarle in modo corretto e nelle giusta quantità, diversamente gli effetti potrebbero essere contrari a quelli desiderati.

La malva

Il fiore della malva Anticamente era chiamata erba santa. È una pianta con una lunga storia, Carlo Magno la fece coltivare nei suoi giardini imperiali; Cicerone ne mangiava tantissima a scopo preventivo, sicuro dei suoi poteri curativi; Plinio consigliava una tisana alla Malva ogni giorno per allontanare tutti i malesseri quotidiani. Pitagora diceva: "..seminala ma non mangiarla è troppo preziosa riservala per quando ne avrai seriamente bisogno..".

Cresce in tutta l’Italia fino ai 1500 metri di altitudine. Le varietà più conosciute sono una decina, in Sardegna si può trovare da novembre a giugno; è una pianta stagionale, cresce nei campi incolti, lungo le strade, nei prati, nelle siepi. Con fusto sdraiato o eretto supera i due metri di altezza. Le foglie sono lobate, i fiori color lilla e rosa. Il frutto è di forma rotonda composta da semi posti uno di fianco all’altro, come un mandarino sbucciato. Dei petali lo avvolgono tenendo i semi nascosti, scoprendo la parte superiore in sincronia con la maturazione.

La pianta della malvaUn’ottima erba per alimentare il bestiame, preventiva per le malattie, può essere somministrata fresca o secca, da un buon gusto alla carne degli animali da macello, in particolare ai conigli e alle galline per deporre uova salutari.

Sostanze contenute: mucillagine, polisaccaridi, carotene, flavonoidi, potassio, glucoside antocianico, tannino, acido galatturonico, metilpentosi, esosi di cellulosa, malvinici, complessi vitaminici B1, B2, C.

Azione terapeutica

Emolliente, calmante, lassativo, rinforza i capillari,

Parti utilizzate: Fiori, foglie, radici.

Indicata per: bruciori di stomaco, tosse, bronchite, faringite, asma, ascesso, emorroidi, foruncoli, infiammazioni agli occhi e alla bocca, nervosismo, obesità.

Ideale nei decotti, la mucillagine in essa contenuta ha un alto contenuto viscoso, per l’uso interno è una sostanza che svolge un’azione antinfiammatoria agisce sulle mucose formando uno strato protettivo contro le irritazioni di qualsiasi natura.

Induce alla socializzazione sentimentale favorendo l’apertura dei chackra. Viene usata molto nella cosmetica.

Preparazione:
Foglie e fiori, uso interno, infusi e decotto per ingestione o per inalazione.
Foglie e fiori uso esterno, decotto per impacchi con panno, cottone o immersione.
Radici uso esterno, foruncoli
Radici uso intero, analgesico, rinforza gengive e denti, pulisce e sbianca.

Conservazione
Raccogliere quando la pianta è rigogliosa, asciutta, fiorita, preferibilmente a mezza mattinata.
La conservazione e facile, è sufficiente tagliare la pianta all’estremità inferiore, appenderla in un posto ben areato, oppure metterle su una rete o su un piano pulito sempre al sole e al riparo, ritirare la sera e fare attenzione all’aria umida, che potrebbe essere causa di muffa, rovinandola.

Dopo l’essiccazione tagliare in pezzi o togliere il fusto lasciando, foglie fiori e frutto, conservare in una busta o in un barattolo di vetro di carta all’asciutto e al riparo dalla luce, in questo modo dura tantissimo nel tempo, anche più di un anno.

Raccomandazioni
Non raccogliere piante vecchie, malate, bagnate o vicino a strade trafficate da auto.

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