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Tae Kwon Do: dall'unificazione della Corea ad oggi

La CoreaTerminata la guerra di unificazione, la penisola coreana attraversò un lungo periodo relativamente pacifico. Gli apparteneti all'Hwa Rang Do® si dedicarono all'arte, alla poesia e alla diffusione del "Tae Kyon".

Tra il 668 e il 935 d.C., gli appartenenti all'Hwa Rang Do®, avvicinarono molti praticanti "Tae Kyon" che cominciò ad essere conosciuto anche dagli strati sociali non aristocratici, affermandosi come attività ludico-sportiva per il mantenimento della forma fisica.

Dopo il 936 d.C, con l'avvento della dinastia "Korio" (un'abbreviazione del nome Koguryo da cui deriva il termine Corea), il "Tae Kyon" diede origine al "Soo Bakh Do".

Quello dei "Korio", fu un periodo fondamentale per quest'arte, fu infatti allora, durante il regno di Ui Jong, tra l'anno 1147 e il 1170 che essa riconquistò il suo carattere marziale diffondendosi presso l'esercito come addestramento militare al combattimento.

La dinastia "Korio" regnò fino al 1392, lasciando poi la corona alla dinastia "Yi" (1392-1910). "King Taejo" capostipite della "Yi", cercò di incidere profondamente nella cultura coreana sostituendo alla allora religione di stato Buddhista quella Confuciana.

L'aristocrazia Confuciana non doveva essere dedita alle arti marziali, ma alla musica, alla poesia e al canto, cosicchè il "Soo Bakh Do" rimase una pratica diffusa soltanto presso i ceti meno nobili della popolazione.

La fine della dinastia "Yi", coincise con la dominazione della penisola coreana da parte dei Giapponesi, un'occupazione che durò per 26 anni, durante i quali il Giappone tentò di cancellare alcuni tratti della cultura coreana, rendendo il "Soo Bakh Do" un'attività illegale.

Gli effetti principali dell'oppressione giapponese sulla pratica del "Soo Bakh Do" furono sostanzialmente due.

Da una parte quest'arte marziale fu fortemente influenzata dal "Karate", l'arte marziale nipponica, ereditando da essa movimenti più lienari e veloci. Durante la II Guerra mondiale, infatti molti coreani furono obbligati ad arruolarsi nell'esercito giapponese e costretti ad imparare il "Karate".

Dall'altra, nel territorio coreano si diffusero alcune "sacche di resistenza" in cui il "Soo Bakh Do" veniva praticato clandestinamente. L'isolamento dei pochi maestri che tenacemente tennero viva la tradizione di quest'arte marziale, e le influenze degli stili giapponesi e cinesi, portarono alla formazione di diverse scuole dette "Dojan" (letteralmente, il "luogo in cui si segue la via") e di diversi stili detti "Kwan".

Maestro IX Dan Generale ChoiAlla fine della II Guerra Mondiale il "Soo Bakh Do" era diviso in otto "Kwan":

Soltanto nel 1955, grazie all'opera del Maestro Choi Hong Hi (1918-2002), si riuscì a riunificare le 8 "Kwan" sotto un unico nome: Tae Soo Do®.

Nel 1957 l'antichissima arte marziale coreana fu denominata Tae Kwon Do (molto simile all'originario "Tae Kyon"), il nome che oggi tutti conosciamo.

Al Maestro IX Dan Generale Choi, si deve sia la diffusione del Tae Kwon Do in patria (egli infatti impose in Corea la pratica di quest'arte marziale presso l'esercito, l'aviazione e la polizia), sia nel resto del Mondo, infatti, quando nel 1961 venne insediato il governo della Corea del Sud, egli si trasferì negli U.S.A., dove fondò la I.T.F. (International Taekwondo Federation), che regalò al Tae Kwon Do una meritata fama internazionale.

Oltre alla I.T.F., esiste un'altra grande federazione internazionale, la W.T.F. (World Taekwondo Federation), fondata nel 1973. Quest'ultima federazione ottene nel 1980 il riconoscimento del Comitato Olimpico Cnternazionale, e nel 1988 (Olimpiadi di Seoul) il Tae Kwon Do W.T.F. venne introdotto nelle Olimpiadi come sport dimostrativo.

Nel 2000 fece il suo ingresso ufficiale tra le discipline olimpiche.

Ad oggi, nonostante i ripetuti tentativi, siamo ben lontani da una riunificazione tra la I.T.F. e la W.T.F..

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